CINEMA E LETTERATURA RACCONTANO

“EVADERE IN MONDI DIVERSI E SPESSO LONTANI”

—“Compito dello scrittore e del regista cinematografico è quello di trasportare il lettore o lo spettatore da un mondo che è il suo ad un altro che viene creato” [Marshall Mc Luhan]
—“La vita mi pare tollerabile solo se la si inganna” [Gustave Flaubert]
—“I soggetti umani sono per natura soggetti che raccontano storie, le quali forniscono coerenza e continuità all’esperienza soggettiva ed hanno un ruolo centrale nella comunicazione e nella costruzione di conoscenza intersoggettivamente validata…
Attraverso il dispositivo narrativo l’agire umano viene ad essere collocato in  uno specifico tempo e spazio, viene inserito in rapporti di  causa – effetto e/o di reciprocità con altre azioni ed eventi…
[Maura Striano, “La narrazione come strumento interpretativo ed ermeneutico”]

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            CINEMA E LETTERATURA: ATTRAVERSAMENTI DI FRONTIERA
—“Cinema e letteratura, due modi diversi di guardare lo stesso fiume della vita” [Lino Miccichè]

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Le relazioni tra le due aree espressive affrontano quei percorsi che portano allo sconfinamento ed alla contaminazione: se la letteratura (più correttamente la narrativa nelle sue varie forme) ha da sempre fornito molto materiale al cinema (negli adattamenti ma non solo), da parte sua il cinema ha lavorato al corpo la narrazione scritta indirizzandone orientamenti, schiudendo forme diverse di scrittura, modellando sensibilità narrative, aprendo nuovi spiragli di mercato.

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E le due aree espressive procedono anche in accordo (spesso contemporaneamente talvolta in anticipo l’una sull’altra) costituendosi come cantieri aperti di produzione di discorsi sociali, segno prima e testimonianza poi dello “spirito del tempo”, di quel contesto che le ha partorite.

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I transiti vedono figure che sporadicamente o con inquieta frequenza attraversano i confini (da D’Annunzio a Soldati, da Pasolini a Bevilacqua); e movimenti che innervano delle loro pulsioni entrambe le aree (uno per tutti, il “Neorealismo”).

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Ma tra cinema e letteratura, oltre alle relazioni ed ai transiti, esistono barriere ben custodite: una per tutte la potenza evocativa della parola scritta a fronte della forza mostrativa dell’immagine; il vedere con la mente a fronte del vedere con lo sguardo.

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                                         NOI, LETTORI E SPETTATORI
“C’è davvero un altrove dove andare oltre la pagina e lo schermo?”
Noi, lettori e spettatori, inguaribili appassionati di storie, storie da vedere e storie da leggere.
Storie che ci fanno vivere esistenze vicarie:
—“Con tutte quelle storie in testa tu vivi come per procura” (la maschera Eugenia-Vlady al proiezionista Luigi-Troisi; “Splendor”)
Storie che ci emozionano:
—“Cos’erano i romanzi di Dickens per i suoi lettori? Li costringevano a vivere le stesse emozioni cui oggi fa appello il film” [Ejzenstejin].
Storie che vanno a costruire il nostro immaginario, che mettono in scena “i balli mascherati dell’immaginazione” [Bassani].

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