LA MEMORIA NEGLI OCCHI: IL CINEMA USA ANNI ’60-’70

LA NUOVA HOLLYWOOD

Harry e Tonto

—“Del ventennio ’60-’70 il cinema rende testimonianza meglio della letteratura, del teatro, della televisione, della stampa; alla pari forse soltanto con la  musica rock e le sue varianti” [Fofi, Morandini, Volpi; “Storia del cinema”]
—“Verso la fine degli anni ’60 si assiste a quello che, quantitativamente, è probabilmente il massimo tentativo di rinnovamento del cinema americano dai tempi dell’avvento del sonoro” [Franco La Polla, “Il nuovo cinema americano”]

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Si schiudono nuovi scenari, con il ribollire dei panorami sociopolitici (Kennedy, Nuova Sinistra, Black Power, Watergate, Weathermen), il propalarsi di effervescenze controculturali (Beat Generation, Movement, The Alternative Society), l’esplodere di percezioni sonore diffuse (il rock come colonna sonora).

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La radicalità del contesto contamina la “Nuova Hollywood”, portando a nuove strategie produttive per un “nuovo” spettatore, all’evoluzione delle modalità linguistiche e delle strutture narrative, alla trasformazione dei generi.
E, soprattutto, alla produzione di nuovi immaginari, dal pacifismo alla lotta al sistema, dalle pulsioni antirazziste alla tutela dell’identità delle minoranze, dalla rivolta giovanile alla violenza istituzionale.

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E’ in questo contesto di profonde ed articolate trasformazioni che nasce e si sviluppa il nuovo cinema americano: da “Soldato blu” a “Cane di paglia”, da “Taking off” a “Sugarland express”, da “Alice’s restaurant” a “Quel pomeriggio di un giorno da cani”, da ”Woodstock” a  “Il fantasma del palcoscenico”….

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