IL CINEMA DEL NUOVO MILLENNIO

— “Il cinema, come altri organismi, si adatta a vivere dove gli è consentito; una identità fluttuante pronta a modifiche e riaggiustamenti del dispositivo ed alla sperimentazione di nuove strade; una macchina flessibile aperta a varianti e possibilità, che schiude a profanazioni ed a nuove canonizzazioni.

Si ha la consapevolezza che “qualcosa è cambiato”, si ha coscienza della dissonanza ma anche del fatto che l’identità del cinema si lega ad una sua continua trasformazione e che tanti sono gli affluenti, più o meno ricchi di portata d’acqua, che, lungo la strada, vanno a costituire quel fiume che chiamiamo cinema” [Thomas Elsaesser]

IL CINEMA NELLA RETE INTERMEDIALE DIGITALE

La nuova galassia digitale, costituita di pratiche, contenuti e linguaggi, continua ad avere il cinema come stella polare ed enorme database di riferimento, anche nell’intersecare immaginari e linguaggi cinematografici con altre pratiche artistiche

E il cinema, collocato all’interno della rete intermediale, si confronta con queste realtà e rinnova i propri strumenti espressivi “sviluppando un linguaggio e un’esperienza sempre più complessi” [Youngblood].

Solo così, aprendosi alle nuove tecnologie digitali e lavorando con gli altri media, il cinema può continuare il suo cammino

Il cinema nella intermedialità: ancora cinema?

Così nell’ “epoca liquida” [Bauman] che stiamo vivendo, il cinema, pur mantenendo il ruolo di grande affabulatore, di potente narratore di storie, subisce una serie di trasformazioni profonde che lo ibridano e contaminano con altre aree mediali; rimane da verificare quanto incidano queste mutazioni delle forme, quanto lo modifichino in altro da sé o viceversa rientrino in quel quadro di trasformazioni strutturali che hanno sempre accompagnato il cinema nei suoi centoventi anni di vita.

Certamente nel duemila il cinema ha acquisito una struttura proteiforme e stratificata, molto diversa da quella identitaria a tutti i livelli (da quello produttivo a quello delle pratiche sociali di consumo) che lo caratterizzava nel secolo scorso; oggi è un medium, polifonico e policentrico, che si relaziona con una fruizione diversa, composta da soggettività variegate e partecipative (i social)

PROGRAMMA

IL DIGITALE E IL CINEMA: UNA MUTAZIONE

LA STORIA

GLI SCENARI

LA MULTIMEDIALITA’

—CONVERGENZA DI DISPOSITIVI E PRATICHE ARTISTICHE TRA I MEDIA VISUALI

IL DIGITALE NELLA FILIERA

LA PRODUZIONE

LA POSTPRODUZIONE: UNA TAVOLOZZA DIGITALE

LA DISTRIBUZIONE

L’ESERCIZIO

UNA NUOVA IDENTITA’ SPETTATORIALE

DALLA VISIONE FRONTALE ALLA  FUNZIONE IMMERSIVA

IL CONSUMO FLESSIBILE

TRASFORMAZIONI TESTUALI

NARRAZIONE: COMPLESSITA’ DELLE STORIE E SLITTAMENTI DEL RACCONTO

ESTETICA: LA RIVOLUZIONE LINGUISTICA DEL CINEMA DIGITALE

METODOLOGIA: in ogni incontro si alterneranno brevi esposizioni teoriche, proiezione ed analisi di sequenze ad esse correlate ed interventi dei partecipanti