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Associazione Culturale “L’Officina dei Sogni”

Da anni l’Associazione è impegnata nell’elaborare e nel realizzare, presso agenzie culturali, progetti relativi alla promozione ed alla diffusione della cultura cinematografica e visiva. Le attività promosse, all’interno degli itinerari cercati, mirano all’analisi del potenziale comunicativo ed espressivo del testo iconico (con particolare riferimento al cinema); ciò allo scopo di far acquisire ai fruitori la consapevolezza di come la visione di immagini, in movimento o fisse, sia non solo flusso di emozioni ma anche operazione complessa da modularsi su quella pluralità di livelli (socioculturali, tematici, linguistici, narratologici, estetici) di cui il testo medesimo è portatore. Una “alfabetizzazione” alla cultura audiovisiva attraverso l’acquisizione di adeguate abilità e idonee strumentazioni teoriche che consentono competenze finalizzate ai processi di lettura, alle procedure di analisi, alle elaborazioni interpretative di testi filmici ed iconici.

 


CORSI ASSOCIAZIONE ANNI 2026 – 2027

a cura di PIERLUIGI GHEZZI 

 

 

 ANALISI DEL LINGUAGGIO FILMICO

Il cinema da sempre racconta storie; e lo fa avendo progressivamente elaborato, codificato e modificato nel tempo il suo linguaggio; un linguaggio eterogeneo ma tra i più completi, complessi e polifonici; un linguaggio fatto di contaminazioni, di codici propriamente filmici e di codici derivanti da altre aree espressive (pittura, fotografia, teatro, pubblicità, fumetto, videogioco ecc.), mobilitati e organizzati secondo determinati parametri discorsivi.

E la scrittura filmica interviene come lavoro di modulazione, selezionando all’interno dell’amplissimo ventaglio di opzioni fornite dal linguaggio; opzioni relative all’allestimento della messa in scena, alle modalità dello sguardo su di essa, alla articolazione del susseguirsi degli sguardi stessi tramite il montaggio, all’utilizzo del suono nelle sue componenti fondamentali

E allora inquadrature, movimenti di macchina, illuminazione, scenografia, montaggio, utilizzo del suono, effetti ecc. non devono essere considerati, da noi spettatori, “tecnica”, “cassetta degli attrezzi” da lasciare agli addetti ai lavori per occuparci solo degli aspetti narrativi; invece analizzati come un intreccio sincretico di materiali visivi e sonori che modellano la nostra affettività (sensazioni, emozioni), regolano la nostra partecipazione (identificazione, proiezione), attivano i percorsi intellettivi che conducono alla comprensione.

ITINERARIO: PRIMO MODULO (10 INCONTRI)

PLURALITA’ DEGLI APPROCCI AL FILM: L’APPROCCIO ANALITICO E IL FILM COME TESTO

IL LAVORO DI ANALISI:LA SEGMENTAZIONE E L’ESTETICA DEL FRAMMENTO

LA RAPPRESENTAZIONE VISIVA: SCENOGRAFIA,INQUADRATURE E FUORICAMPO,ILLUMINAZIONE,

COLORE, SCALA DEI PIANI, MOVIMENTI DI MACCHINA…                         

 

 SECONDO MODULO (10 INCONTRI)

LA RAPPRESENTAZIONE SONORA: LA MUSICA

LA RAPPRESENTAZIONE SONORA: L’ORALITA’

LA RAPPRESENTAZIONE SONORA: I RUMORI

LA RAPPRESENTAZIONE SONORA: SUONO IN/OFF/OVER

LA STRUTTURAZIONE DEL TESTO:IL MONTAGGIO,FUNZIONI SINTATTICHE E RITMICHE

IL MONTAGGIO DELLE IMMAGINI

IL MONTAGGIO DEI SUONI

IL MONTAGGIO NARRATIVO

LA LUNGA STRADA VERSO IL FLUIRE DEL FILM: LA CONTINUITY

 

METODOLOGIA:In ogni incontro si alterneranno brevi esposizioni teoriche, proiezione e analisi di sequenze cinematografiche ad esse correlate e interventi dei partecipanti

IL GENERE CINEMATOGRAFICO

IL GENERE COME DISPOSITIVO

Il genere come sistema di elementi costanti funzionali alla strutturazione della storia, dei congegni narrativi, dei dispositivi drammaturgici, dei meccanismi linguistici, degli insiemi stilistici, degli universi valoriali

LA CATEGORIA “FILM DI GENERE”: UNA ETICHETTA NEGATIVA IMMERITATA

Il genere cinematografico viene spesso accusato di standardizzazione, una sorta di meccanismo banalizzante che produce immaginari stereotipati; ma da sempre la strutturazione dei generi è una costante all’interno delle pratiche artistiche (dalla pittura alla letteratura, dalla musica al teatro)

NECESSITA’ E FUNZIONALITA’ DEL GENERE CINEMATOGRAFICO

Il genere si costituisce come struttura funzionale sia a livello di produzione che di consumo; un insieme di protocolli, interiorizzati e condivisi, che, a monte, consentono alle produzioni di operare secondo strategie collaudate e a valle costituiscono una traccia per gli spettatori, consentendo loro di operare scelte e di organizzare un sistema di attese.

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IL GENERE CINEMATOGRAFICO COME PROCESSUALITA’

Il dispositivo genere deve mediare tra l’esigenza di innovazioni che garantiscono il cambiamento e la presenza di elementi consolidati che ne assicurano la stabilità e l’identità; e quando determinate strutture codificate (tematiche, narrative, drammaturgiche, rappresentative ecc.) denunciano la troppa usura, il genere cerca di rimodularsi

IL GENERE CINEMATOGRAFICO COME INDICATORE SOCIOLOGICO

Esiste una relazione dialettica tra la tendenza alla standardizzazione dei modelli ed il premere delle istanze innovatrici legate alle trasformazioni del contesto (a livello politico, socioculturale, tecnologico…); così anche il film di genere è obbligato a sviluppare continue variazioni modulandosi sul modificarsi delle istanze e delle attese collettive (il western dei ’70 e il ribaltamento della prospettiva ideologica nel rapporto bianchi-nativi americani)

GENERI CINEMATOGRAFICI NAZIONALI E TRANSNAZIONALI

Ci sono generi in grado di attraversare i confini delle diverse cinematografie (commedia, mélo, dramma, film bellico, poliziesco ecc.) e generi che rimangono più ancorati al contesto, alle tradizioni, ai bisogni e ai gusti di una determinata cultura (western, commedia all’italiana, cinema neorealista, fantascienza ecc.)

 

METODOLOGIA: in ogni incontro si alterneranno brevi esposizioni teoriche e analisi di sequenze cinematografiche relative ai generi più diffusi e alle loro trasformazioni

 


 Info: Pierluigi Ghezzi
388 8180165

pierluigighezzi1948@libero.it

 

Una scena del film “Rocco e i suoi fratelli” (1960) di Luchino Visconti